Filosofia
Per viam pulchritudinis. La contemplazione, opera della bellezza
Maria Antonietta Spinosa
Libro: Copertina morbida
editore: Città Nuova
anno edizione: 2018
pagine: 265
L'affermazione di fondo è che la bellezza non valga da elemento accidentale, accessorio, che non resti soltanto fatto dell'arte, ma sia essa vista come un carattere dell'opera o come un carattere della cosa stessa cui l'opera d'arte rinvia. La bellezza dice comunque, a monte di questa distinzione, qualcosa dell'essere. Alla questione del bello inerisce dunque la questione ontologica. Nella convinzione che il bello sia tema di interesse metafisico, che sia anzi tema esso stesso metafisico, il lavoro intrapreso cerca di rintracciare la prospettiva secondo la quale la «contemplazione» - termine con cui si preferisce indicare la riflessione speculativa - possa cogliersi come «opera della bellezza».
Esperienza, politica e antropologia in María Zambrano. La centralità della persona
Sara Del Bello
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 257
"Esperienza, politica e antropologia in María Zambrano" attraversa i nodi fondamentali del pensiero zambraniano: il dato esperienziale, il punto di vista antropologico e la prospettiva storico-politica. Muovendo dal contesto storico-sociale in cui si trova a vivere e radicalmente condizionata dall’elemento esperienziale, Zambrano delinea un pensiero che è viva espressione dell’incontro tra la dimensione speculativa e l’elemento vitale, a suo giudizio indispensabile per comprendere profondamente l’essenza umana. La sua riflessione filosofico-politica, pienamente incarnata dalle mujeres – che anticipano per molti versi il pensiero della differenza sessuale – traccia un percorso articolato intorno ai nodi della responsabilità, della coscienza, dell’auto-coscienza, della relazionalità, dell’alterità e dell’accoglimento della realtà, così da giungere alla costruzione di una dimensione sociale concretamente democratica e, dunque, umana. Ruotando intorno al concetto cardine di persona, all’interno di un orizzonte intellettuale, in parte di tipo esistenziale, in parte di carattere cristiano, l’umano costituisce l’elemento di fondo del filosofare zambraniano. El saber del alma, las entrañas, il sentire originario, la razon poética, i chiaroscuri rappresentano, così, i tratti peculiari della sua riflessione, che scorre fluida e circolare ben al di là di ogni tipo di sistematizzazione.
Il gusto non è un senso ma un compito. Epistenologia. Volume Vol. 2
Nicola Perullo
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 130
Questo saggio è il proseguimento di "Epistenologia. Il vino e la creatività del tatto", pubblicato con Mimesis nel 2016. Da un lato, approfondisce e chiarisce aspetti e temi che lì erano presenti in nuce; dall’altro, presenta nuove elaborazioni di una ricerca che non cessa di rivelare nuovi sentieri per un approccio complessivo alla creatività della vita, attraverso e con il vino.
Alterità, dialettica e teoria critica. In ricordo di Alessandro Bellan
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 300
Il volume ripercorre e si confronta con alcune grandi questioni della tradizione critico-dialettica, care ad Alessandro Bellan. La teoria critica della società è stata il tema principale delle sue ricerche; la logica dialettica hegeliana ha costituito la prospettiva filosofica fondamentale con la quale ha interrogato la cultura e la società contemporanee; l’alterità, la passione per il diverso, il pensiero utopico di un “altrove” pacificato che conciliasse gli esseri umani e l’insieme dei viventi, hanno rappresentato il principio etico su cui ha fondato la sua intera condotta di vita. Nella seconda parte del volume, viene pubblicata la corrispondenza intercorsa fra il curatore e Alessandro Bellan dal 1998 al 2014.
Da dentro. Biopolitica, bioeconomia, Italian Theory
Sandro Chignola
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2018
pagine: 190
L'estendersi dei processi di cattura della vita e di messa a valore della cooperazione sociale - si tratti della privatizzazione del codice genetico delle piante, dell'indefinita dilatazione della giornata lavorativa, dell'appropriazione dei commons - producono un sistema di relazioni che unifica il mondo sotto il comando del capitale. Rispetto a esso, non è dato pensare un «fuori». Nemmeno per un lavoro intellettuale - a per una filosofia - che pensi di poterlo guardare a criticare dall'esterno. Occorre perciò problematizzare lo statuto del pensiero, dare di esso una definizione situata, caricarsi della sua responsabilità.
Per amore della materia. Un panpsichismo contemporaneo
Freya Mathews
Libro
editore: Magi Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 324
Per amore della materia mette in questione le premesse della scienza moderna secondo cui il mondo è solo uno sfondo inerte per l'esistenza umana, invece che una presenza in sé comunicativa, capace di intrattenere una relazione dialogica con noi. L'autrice ci invita a pensare e a promuovere un futuro che passi per l'ascolto e per il dialogo con tutti gli aspetti della realtà, anche se tradizionalmente considerati privi di un'intelligenza e di un significato propri. Esplorando gli effetti trasformativi di una sostituzione della premessa materialista con quella panpsichista, questo libro ci chiama a una sfida difficile, che scuote le più radicate abitudini in quanto intende superare le forme secolari dell'antropocentrismo, a recuperare la dimensione non umana dell'innamoramento, a lasciare aperte delle crepe in noi e allo stesso tempo lasciarci condurre nelle crepe del mondo. La materia, ci ricorda F. Mathews, possiede già in sé tante virtù - a cominciare da quella comunicativa e sistemica - e il continuo tentativo umano di manipolarla è estremamente controproducente. Il mondo, molto spesso, non richiede interventi, ma solo il recupero della capacità di ascoltarlo, di non sottoporlo a una logica predatoria, di lasciarlo esprimere per quello che è. Di cantarlo, piuttosto che di spiegarlo. Il libro mostra il nesso inscindibile fra la teoria panpsichista e la necessità di una nuova etica ambientale in un discorso di ampio respiro, che risulta magistrale nel gestire diversi registri, anche argomentativi, rendendo in un linguaggio semplice i problemi, talvolta complessi, della filosofia.
La donna non esiste. E l'uomo? Sesso, genere e identità
Nicla Vassallo
Libro: Libro in brossura
editore: Codice
anno edizione: 2018
pagine: 170
Negli ultimi anni il dibattito sul rapporto tra sesso, identità e genere si è intensificato. In pochi però se ne interessano, e molti purtroppo parlano a sproposito. I contributi raccolti in questo volume gettano su questi temi uno sguardo innovativo, multidisciplinare e spesso ribelle. Gli stereotipi oggi dominanti (e limitanti) di sesso e gender vengono superati, per concedere a ogni essere umano la propria individualità. Inoltre vengono affrontate alcune questioni cruciali. Quanti sono i sessi? come si pone la biologia di fronte alla classificazione della appartenenza al sessi e alla multidimensionalità dell'identità di genere? Come la bioetica ripensa l"'umano" dopo il superamento del binarismo sessuale? Le nostre città marginalizzano gli individui la cui vita sociale e privata non può essere ingabbiata in spazi specializzati? Che tipo di medicina è la medicina di genere? In quali modi il neurosessismo continua a manifestarsi nel rapporto comunicativo tra scienza e società civile?
La ghigliottina. Riflessioni sulla pena di morte
Albert Camus
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 107
È del 1766 il discorso dell'avvocato generale al Parlamento di Grenoble, Servan: «Drizzate le forche, accendete i roghi, portate il colpevole nelle pubbliche piazze, chiamatevi il popolo a gran voce: voi l'intenderete allora applaudire alla proclamazione dei vostri giudizi, come a quella della pace e della libertà: voi lo vedrete accorrere a questi terribili spettacoli come al trionfo della legge». Alla perorazione dell'avvocato, ripresa in seguito nei fatti e nel tono dal Terrore rivoluzionario, Albert Camus contrappone l'appello all'Europa: «Senza la pena di morte Gabriel Péri e Brasillach sarebbero forse ancora tra noi, e noi potremmo emettere senza vergogna un giudizio su di loro, secondo la nostra opinione, mentre invece sono essi che ora ci giudicano, e noi dobbiamo tacere». Sì, per il grande scrittore francese i condannati a morte ci giudicano, loro che già sono stati giudicati da una giustizia che si vuole definitiva e risarcitoria, senza comprendere che la simmetria degli omicidi annulla la possibilità stessa del risarcimento e della necessaria prevenzione dei delitti. La pena di morte non scoraggia gli assassini, si limita a moltiplicarli. A tal punto che «non è più la società umana e spontanea che esercita il suo diritto alla repressione, ma l'ideologia che, regnando, esige i suoi sacrifici umani». Un testo, quello di Camus, la cui attualità è vivissima, oggi che l'erogazione della morte per mano del boia è del tutto scomparsa in Europa ma rimane ancora nella piena disponibilità di Stati e comunità nei quali l'irriducibilità della vita umana sembra perdere il valore che aveva acquistato subito dopo l'immensa carneficina delle guerre mondiali.
Nuovi studi su Isacco Lampronti. Storia, poesia, scienza e halakah
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2018
pagine: 316
Il volume raccoglie otto contributi di studiosi che arricchiscono con le loro ricerche le nostre conoscenze sul personaggio più significativo dell'ebraismo ferrarese e, al tempo stesso, uno degli intellettuali più importanti dell'ebraismo occidentale: Isacco Lampronti (1679-1756) rabbino, medico, poeta, codificatore e primo enciclopedista ebreo. Il suo bisnonno Samuele risulta residente a Ferrara già nel 1607, proveniente dal Veneto, dove risiedeva la famiglia Alpron, nome che nella città divenne Lampronti. Dopo i primi studi di Bibbia e Torah a Ferrara, passò a perfezionarsi nella Yesivah di Lugo, quindi a Padova dove studiò filosofia e medicina, completando la sua formazione nel l'Accademia rabbinica di Mantova, all'epoca considerata una delle più importanti d'Italia. Personalità di elevato profilo intellettuale e dagli interessi poliedrici, Lampronti mostrò fino dagli anni della sua fanciullezza un'intelligenza precoce ed eccezionale, che si manifesterà pienamente nella sua grande opera, il "Pahad Yishaq" o "Il terrore di Isacco", vera summa enciclopedica di tutto il lessico talmudico e del sapere ebraico. Laureatosi in Medicina a Padova nel 1696 a 17 anni, età che per l'epoca era normale, superò rapidamente tutti i gradi del rabbinato, fino a raggiungere quelli più alti con la sua nomina a More Sedeq della Scola Levantina, quindi Morenu o Presidente della Yesivah di Ferrara. La sua enorme cultura non si limitava al sapere religioso del Talmud e alla normativa ebraica, ma spaziava nel mondo delle scienze, che allora stavano facendo grandi progressi, in particolare la medicina. Aperto ad arricchire la sua cultura anche con testi della letteratura del mondo cristiano, fu medico apprezzato dai più grandi chirurghi e dottori dello Studio bolognese con cui si consultava. Il volume tratta il tema del rapporto fra tradizione e modernità nella sua opera e la sua diffusione. Di notevole interesse e pressoché sconosciuto è il poema ebraico in trenta ottave di endecasillabi, da lui composto nel 1710 in occasione dell'inaugurazione del nuovo Aron ha-qodes che egli donò alla Scola Levantina di Ferrara. Molti nuovi dati e scoperte sulla sua biografia e su vari aspetti della sua vita quotidiana, fra cui l'accusa di aver venduto al Comune di Ferrara delle epigrafi funerarie, emergono dal registro contenente i verbali delle sedute consiliari della Scola Levantina, di cui per decenni fu massaro e scriba.
Qual è il tuo Anispi?
Antonio Prinza
Libro: Copertina rigida
editore: Kimerik
anno edizione: 2018
pagine: 152
"Questo scritto vuole essere il proseguimento e la conclusione del mio primo libro, 'Uno di noi', edito nell'ormai 2008. Era doveroso nei riguardi dei miei lettori concludere il mio abbozzato pensiero, in parte bizzarro e in parte serio, riguardo alcuni aspetti della infelicità della nostra vita, del nostro essere". (L'autore)
L'etica islamica nel paradigma di responsabilità di Taha Abderrahmane
Muhammad Hashas
Libro
editore: Tawasul Europe
anno edizione: 2018
In questo scritto viene introdotta la nozione di paradigma di responsabilità formulato dal filosofo marocchino Taha Abderrahmane, esperto in filosofi del linguaggio, metafisica, logica ed etica. Secondo la prospettiva di questo pensatore, la rivelazione, la ragione, l’etica e la pratica non intrattengono una relazione di reciproco antagonismo, ma possono essere armonizzate intorno ad un asse etico nell'ambito della filosofie islamiche, in quanto prettamente etica. Secondo il pensatore marocchino, solo la forza etica è in grado di promuovere il risveglio politico-filosofico nel mondo arabo-islamico in particolare, contribuendo in generale alla formazione di una società etica pluralista. Abderrahmane promuove una rivoluzione ontologico epistemologica all'interno della tradizione arabo-islamica al fine di superare quello che definisce "il pensiero dicotomico classico", che sembra dominare il pensiero arabo ed occidentale contemporaneo. Questa rivoluzione etica si riassume nella nozione di paradigma di responsabilità, all'interno del quale una teoria etica supera le dicotomie quali religione versus politica, divino versus secolare e fisico versus metafisico.
Il tema del nostro tempo. La vita come dialogo tra l'io e la circostanza
José Ortega y Gasset
Libro: Libro in brossura
editore: SugarCo
anno edizione: 2018
pagine: 192
In questo libro - uno dei più famosi di Ortega - si intrecciano due motivi fondamentali: quello della vita come dialogo drammatico fra l'io e la circostanza e quello della ragione storica come via maestra per giungere a comprendere dal di dentro il dramma di un soggetto (individuale o collettivo). Analitica esistenziale e sociologia storica cessano così di essere due ottiche antitetiche e si trasformano in modi distinti ma tuttavia complementari di radiografare la realtà umana. Di fronte al metodo della ragione vitale e storica l'uomo appare come l'essere condannato a tradurre la necessità in libertà, a trasformare la circostanza socio-culturale in cui è stato gettato dal caso nella sua vocazione per dare un senso alla sua avventura esistenziale. Ne risulta che il mito che meglio è in grado di raffigurare la condizione umana è quello di Sisifo: costretto a spingere un macigno verso una vetta che non raggiungerà mai, quindi condannato all'infelicità e tuttavia segretamente dominato dalla speranza di vincere l'alienazione.

