Filosofia
Che cos'è l'estetica quotidiana
Elisabetta Di Stefano
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2018
pagine: 128
Come è possibile accostare l'estetica, ovvero lo studio dell'arte e del bello, alla vita di tutti giorni? Eppure nell'attuale dibattito filosofico angloamericano questa locuzione ossimorica sta prendendo sempre più consistenza teorica nell'ambito di una nuova disciplina, L'EverydayAesthetics. Il libro presenta, per la prima volta in lingua italiana, questo recente campo di indagine, intrecciando le ricerche angloamericane sull'Everyday Aesthetics e quelle europee sull'estetizzazione del reale. Dall'analisi appare evidente che l'estetica è ormai diventata un paradigma transdisciplinare, aperto alle pratiche della vita di ogni giorno (cura del corpo, cibo, moda, design). Tuttavia tale ampliamento di orizzonti verso la quotidianità non deve volgersi a una bellezza superficiale e consumistica, ma all'acquisizione di una consapevolezza corporea (aisthesis) capace di guidarci verso scelte più responsabili e di indurci ad avere maggiore cura di noi stessi, degli altri e dell'ambiente in cui viviamo.
Orbis pictus. Per una storia della filosofia dell'informazione
Luca Mori
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 168
Mentre nél'Orbis Pictus di Comenio le immagini entravano nel testo per sostenere i processi di apprendimento - con la promessa di mostrare tutto a tutti - tra XX e XXI secolo sono state messe a punto tecnologie capaci di visualizzare su schermi portatili quantità crescenti di informazione e di proiettarle all'esterno, integrandole agli ambienti abitualmente percepiti, al punto da generare esperienze di "realtà aumentata". L'impressione dominante è che sia in corso una rivoluzione, che riguarda al tempo stesso i dispositivi tecnologici, gli ambienti di vita e le possibilità dell'apprendimento. Restano tuttavia controversi gli esiti probabili di tale rivoluzione e la natura delle discontinuità col passato. Questo libro propone un inquadramento storico-filosofico del problema, concentrandosi in particolare sul periodo che va dal XVI al XVIII secolo e su tre sfide che risultarono tanto urgenti ed importanti allora, quanto appaiono rilevanti oggi: visualizzazione, organizzazione e condivisione dell'informazione. L'auspicio è che la prospettiva storico-filosofica qui delineata possa aiutare a individuare le trame sottili e durature sottese alla rivoluzione in corso, offrendo un contributo alla storia della filosofia dell'informazione (o quantomeno alla sua preistoria, se si preferisce sottolineare in modo più marcato la discontinuità del presente col passato).
L'estetica tedesca da Kant a Hegel
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 168
Il Settecento, il "secolo d'oro dell'estetica", ha ospitato la nascita e i primi sviluppi di questa disciplina. Il periodo successivo, che va dalla pubblicazione della Critica della capacità di giudizio (1790) alle lezioni berlinesi di Hegel (fino al 1829), è denso di apporti fondamentali allo sviluppo dell'estetica. I contributi raccolti in questo volume approfondiscono come l'estetica tedesca si sia sviluppata e trasformata. A partire da Kant e fino a Hegel, le opere di Schiller, Schleiermacher, F. Schlegel, Hölderlin e Schelling vengono discusse a analizzate con l'intento di instaurare un dialogo tra le loro prospettive e offrire così un'idea del divenire dell'Estetica come disciplina filosofica.
Per una filosofia dello storicismo. Studi su Dilthey
Giancarlo Magnano San Lio
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2018
pagine: 493
Gli scritti di Dilthey ed i relativi saggi critici qui ricompresi costituiscono una significativa testimonianza dello storicismo critico e problematico, vale a dire di una considerazione della storia volta a sottolineare la centralità dell"uomo intero' come punto dirimente di ogni tentativo di pervenire ad una fondazione autonoma delle Geisteswissenschaften. Le argomentazioni diltheyane si muovono nella prospettiva di un'originale rilettura del kantismo, ora inteso in senso humboldtiano, volta ad andare oltre ogni improbabile teorizzazione sistematica e definitiva di una 'scienza generale dell'essere' per ridare centralità e rilievo, invece, alla prospettiva dell'individualità che vive e si fa, in modo costantemente irrisolto e rinnovato, entro il concreto divenire della storia.
Elementi per un'estetica del contemporaneo
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2018
pagine: 184
Questo volume si propone come strumento di orientamento entro un panorama che, come quello attuale, ha messo in crisi la concezione restrittiva dell'estetica in quanto filosofia delle belle arti. Il saggio introduttivo ("L'estetica contemporanea tra teorie e pratiche") disegna un quadro delle trasformazioni che inducono ad andare al di là di tale concezione per misurarsi, invece, con la diffusione odierna dell'esteticità. Seguono schede realizzate da vari autori, dedicate alle categorie dell'estetica (bellezza, stile, piacere, autonomia, gusto, critica e interpretazione) e alle categorie dell'estetico (opera, artista, pratiche, spazio e tempo), colte alla luce di una realtà in cui hanno parte essenziale le nuove tecnologie e i fenomeni della globalizzazione. Il volume si conclude con la rassegna di pratiche e modalità espressive (dal suono all'abito, dall'immagine agli spazi di consumo, dalla narratività all'azione teatrale e al tempo libero) in cui si dispiega oggi il potenziale dell'estetico, con esempi concreti di applicazione delle categorie precedentemente esaminate.
Il trattato sulla tolleranza
Voltaire
Libro: Libro in brossura
editore: Armando Dadò Editore
anno edizione: 2018
pagine: 140
Di stelle, atomi e poemi. Verso la «physis»
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2018
pagine: 124
Il volume contiene saggi che spaziano dalla storia della scienza alla filosofia, dalla storia della letteratura alla storia delle religioni. In particolare, si tratta di: Baruch Spinoza e il principio d'inerzia; degli animali nella teologia naturale di Christiaan Huygens; dei problemi storico-filosofici della medicina inglese alla metà del XVII secolo; del simbolico e della retorica diabolica nell'Othello di William Shakespeare; di Deleuze, dell'innocenza del divenire-animale e dell'etica; dello sforzo nell'ermeneutica del Corano.
Il senso della possibilità. Sei lezioni
Salvatore Veca
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2018
pagine: 240
Questo libro è costruito intorno a un'idea semplice: un elogio della libertà di esplorare mondi sociali possibili. In tempi di romanticismo politico, una difesa dell'Illuminismo in sei lezioni, che insieme compongono una guida all'esercizio dell'immaginazione politica e sociale e mostrano come la libertà sia il presupposto insostituibile di ogni senso della possibilità. Nel quadro di una nuova interpretazione filosofica delle modalità, l'obiettivo è sondare la varietà delle alternative con cui siamo aperti al mondo. Essere aperti al mondo significa trovarsi nella condizione di sperimentare costantemente una molteplicità infinita di incontri possibili con il mondo stesso e scoprire, al contempo, il valore inestimabile della sua incompletezza. Sono due le figure che fanno da guida lungo questo percorso alla scoperta del senso della possibilità: l'esploratore di connessioni e il coltivatore di memorie. Il primo va alla ricerca di verità e di validità e s'imbatte in un ventaglio di alternative, mentre il secondo ha lo sguardo rivolto al passato, repertorio sconfinato di possibilità. La tensione tra queste due figure spalanca una consapevolezza: l'utopia è un mondo sociale possibile, costruito con i materiali del mondo attuale. "I frammenti di un discorso utopico ci invitano a esplorare lo spazio delle possibilità, entro i confini che il mondo ci concede." In un confronto serrato con i più grandi pensatori della filosofia occidentale, Salvatore Veca dimostra che il senso della possibilità si nutre di incertezza e di incompletezza e si oppone a ogni dittatura del presente, tutelando invece lo spazio per gli esercizi dell'immaginazione, e dunque per la visione politica e per la libertà. Un saggio per riconquistare il futuro nella ricerca incessante della giustizia sociale.
Diritto all'antiquatezza. Il giusnaturalismo nell'ermeneutica filosofica di Gunter Anders
Andrea Aversano
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2018
pagine: XVII-188
La peculiarità del pensiero filosofico di Günther Anders si sostanzia nella scelta di combinare aree filosofiche diverse, per servire una filosofia ‘militante’, capace di leggere e tradurre la condizione dell’uomo moderno, evidenziandone i piani di crisi, nel tempo divenuti sempre più irreversibili. La sua fama è legata soprattutto ai due volumi de L’uomo è antiquato, nei quali si racconta la realtà di un’umanità schiacciata dal peso dello sviluppo tecnologico, che ha imposto una postmodernità nichilista, figlia delle rivoluzioni industriali. Ripetutamente Anders insiste sulla necessità che la filosofia sia finalizzata a ragioni di comprensione ed a risposte concrete: dal problema del consumismo che annulla l’uomo, fino all’uso criminale dell’energia nucleare. La missione del filosofo di Breslavia, quella di risvegliare le coscienze assopite dall’epoca industriale, mostra di impegnare numerose questioni di filosofia del diritto, che in modo dirompente affiorano nelle sue pagine à -sistematiche. La dittatura dei media consumistici, la necessità di una morale responsabile nel tempo industriale, i diritti dell’uomo al cospetto dell’era atomica, implicano necessariamente il raffronto con il tema giuridico. Non è allora un caso che il suo pensiero trovi ‘compimento ultimo’ proprio con la teorizzazione di una legittima difesa, per rispondere al post-moderno stato di necessità. Il diritto all’antiquatezza, qui proposto, tenta di ricostruire i postulati giuridici che, in maniera esplicita o implicita, sono racchiusi nelle sue ‘profetiche’ riflessioni. Il giusnaturalismo è certamente lo strumento indispensabile per comprendere il senso finale di costruzioni presenti nell’ermeneutica filosofica di Günther Anders. La prospettiva gius-filosofica che sembra emergere ha una duplice funzione. In primis, sul piano della metodica, dare ordine e sistemazione a riflessioni che nascono da un filosofare libero ed estemporaneo, ma non per questo meno rigoroso ed approfondito. In secundis, e certamente in via primaria, sul versante sostanziale, dare operatività ed efficienza ad una sofisticata e radicale ‘nuova’ ermeneutica filosofica. Il tutto alla luce di quello scopo didattico che Anders ha sempre presente: rieducare un’umanità che si è smarrita al cospetto della post-modernità industriale.
Legalità e legittimità
Carl Schmitt
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2018
pagine: 148
Pubblicato nell'estate del 1932, nell'agonia della Repubblica di Weimar, il libro offre sia una rigorosa e originale interpretazione dello Stato moderno, sia una lettura della Costituzione tedesca, che nelle intenzioni del grande giurista avrebbe dovuto salvare la Germania dalla paralisi parlamentare e dall'assalto deUe forze estremistiche antisistema. Al di là della contingenza storica in cui fu scritta, e delle soluzioni prospettate da Carl Schmitt, questa drammatica testimonianza intellettuale e politica vale come riflessione classica quanto controversa sulla crisi della democrazia. Introduzione di Carlo Galli.
Introduzione a Platone
Franco Ferrari
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2018
pagine: 232
Nel ricostruire i principali snodi teorici del pensiero platonico, il libro parte dal significato della scelta della forma dialogica. Sono poi approfonditi temi relativi alla riflessione etica, alla filosofia politica, all'epistemologia, all'ontologia e all'antropologia di Platone, senza tralasciare l'estetica, la mitologia e la sua celebre concezione dell'eros.
Emil Lask. Un secolo dopo
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2018
pagine: 256
La fitta trama biografica e filosofica incarnata da Emil Lask (1875-1915) tratteggia, nelle temperie culturali d'inizio Novecento, una figura inusuale, un profilo umano e teoretico che non si lascia facilmente riassumere in un ritratto dai contorni ben definiti. Il suo pensiero e la sua vita appaiono sospesi al crocevia tra diversi destini cui si piegò con forza la generazione di uomini che, nei primi tre lustri del XX secolo, si era trovata a fronteggiare l'incombente avvento della Grande Guerra. In questo scenario, e in poco più di un decennio, si consumarono, di fronte agli occhi di un'intera genia di filosofi, la peculiare parabola dell'astro filosofico laskiano e, insieme ad essa, il suo tragico destino. Nonostante l'ammirazione dei suoi contemporanei - da Heidegger a Plessner, da Lukács ad Adorno - dopo la scomparsa di Lask sul fronte di guerra il suo nome e il suo pensiero furono avvolti dal silenzio. Solo negli ultimi decenni si è cercato di strappare la filosofia laskiana da un ingiustificato oblio, restituendole il rilievo che merita per la profondità dell'impegno teoretico e l'ampiezza degli orizzonti tracciati.

