Letteratura teatrale
Una casa di bambola
Henrik Ibsen
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 224
«Bisogna avere qualcosa su cui creare, un contenuto esistenziale. Se non se ne ha, non si crea, si scrivono solo dei libri. […] Si vede più chiaramente a grande distanza; i dettagli ci confondono; dobbiamo allontanarci da ciò che vogliamo giudicare; l’estate vien descritta meglio in un giorno invernale. […] La cosa essenziale è essere onesti e fedeli a se stessi. Non è questione di volere questo o quello, ma di volere ciò che si deve fare assolutamente, perché siamo quelli che siamo, e non possiamo altro. Il resto mena solo alla menzogna»: così diceva Henrik Ibsen a Laura Petersen, scrittrice norvegese che gli ispirò la vicenda di Una casa di bambola. Progettato già nei primi mesi del 1878, subito dopo il grande successo di Le colonne della società, e messo in scena per la prima volta al Teatro Reale di Copenaghen nel dicembre 1879, questo dramma è ad oggi il più rappresentato in assoluto della sua produzione e la protagonista, Nora, è ormai considerata alla stregua dei grandi personaggi della drammaturgia classica: una figura archetipica che ha ispirato – come rileva Franco Perrelli nella Nota all’edizione scritta per questo volume – trasposizioni teatrali e filmiche di grande suggestione in contesti culturali lontani dai luoghi di Ibsen, e che quindi si fa carico di quel «contenuto esistenziale» di cui si sostanziano le idee e, più in generale, la nostra stessa vita.
Oltre alla nuova traduzione di Perrelli già proposta nel Meridiano dedicato ai Drammi borghesi, il lettore trova qui, in una veste filologicamente accurata, l’apparato di documenti – per lo più inediti in italiano – che contribuiscono a inquadrare l’opera, oltre al primo abbozzo completo risalente alla metà del 1879.
Per un sorso di tè dopo un pezzo di pane
Antonio Carnevale
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2025
pagine: 40
"[...] Marie, hai presente un urlo? Non dura in eterno, dura pochissimo. E poi si ritorna a stare zitti. In un bel salotto con le buone caponatine [...]"
Lisistrata. Testo greco a fronte
Aristofane
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2025
pagine: 208
Per far cessare la guerra che insanguina le città greche, Lisistrata fa appello a tutte le donne di Grecia affinché partecipino al suo alto disegno: il ristabilimento della pace. Per conseguirla, occorre che esse si rifiutino ai loro mariti finché non si risolvano a deporre le armi. Smanie di donne e di uomini, programmi di governo al femminile, schermaglie coniugali, canti di lotta e di giubilo.
Madonna licenziata. Due cuori e una capanna
Claudio Marrucci
Libro: Libro in brossura
editore: Croce Libreria
anno edizione: 2025
pagine: 102
Madonna licenziata. Due cuori e una capanna è un’opera teatrale ispirata alla commedia all’italiana. Una compagnia teatrale sta allestendo un presepe vivente. A causa di dissidi interni, la Madonna sciopera, e viene licenziata. Un miracolo inaspettato le restituirà il lavoro alle condizioni richieste. La presente è un’opera di libero ingegno, ogni riferimento a fatti cose o persone realmente esistiti è puramente casuale.
Geremia
Stefan Zweig
Libro: Libro rilegato
editore: Editoria & Spettacolo
anno edizione: 2025
pagine: 272
"Geremia" (1917) è una tragedia potente che rappresenta una pietra miliare nella storia della letteratura del primo Novecento europeo, e segna un punto di svolta nel percorso di vita e di scrittura di Stefan Zweig, marcandone la maturità in senso pacifista. Con quest'opera, l'autore viennese offre al pubblico una differente interpretazione della figura biblica del profeta e un nuovo significato dell'esilio e della vita del popolo ebraico nella diaspora. Egli mette la sua visione al servizio di una rielaborazione collettiva del trauma derivante non solo dalla Prima guerra mondiale ma da ogni guerra intesa in senso generale, considerata sempre una tragedia evitabile.
L'Euforia prima dell'ultimo rintocco. Storia per sommi capi di una doppia decapitazione antipatriottica
Valeria Magrini
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2025
pagine: 56
Il 23 novembre del 1825, Roma fu teatro di un sacrificio che avrebbe lasciato un segno indelebile nella memoria del Risorgimento italiano, quello della decapitazione di Leonida Montanari e AngioloTarghini, due giovani figure, non molto note ma comunque di spicco nel panorama della Carboneria, il loro esempio, intriso di coraggio e ideali, contribuì a risvegliare le coscienze di un popolo. La loro esecuzione non fu un semplice evento drammatico, ma fu un simbolo di resistenza contro l'oppressione e un preludio ai cambiamenti che avrebbero portato alla nascita di un'Italia libera e unita. Nel testo drammaturgico "L'Euforia prima del rintocco", si riportano alla ribalta i momenti essenziali di questa vicenda grazie all'espediente del flusso di memoria in azione e del teatro nel teatro: guide magiche in questo viaggio a ritroso nel tempo sono una giovane attrice ed un vecchio cospiratore, essi stessi personaggi realmente vissuti nella Romagna del periodo.
Grand tour. Momenti di gloria
Luca Baglioni
Libro: Libro in brossura
editore: Helicon
anno edizione: 2025
pagine: 66
“Una commedia tragicomica in due atti, spigliata e intrigante, che affronta, annoverando fra i propri artifici il paradosso, il tema del libero arbitrio e della cessazione volontaria della propria esistenza. Condotta con senso dell’humor e con spirito talvolta cinico, la pièce è in realtà un inno al sommo bene della vita, individuale e no, e alla necessità di superare i momenti difficili della solitudine, dell’alienazione e della routine quotidiana nella società moderna”.
Come Medusa
Alessandro Izzi
Libro: Libro in brossura
editore: Helicon
anno edizione: 2025
pagine: 122
Ecco, ora mi sento come doveva sentirsi Medusa quando Atena le cambiò i capelli in serpi. Mi ero sempre domandata come ci si sentisse a non poter guardare più nessuno negli occhi, senza tramutarlo in pietra. A non poter essere più donna dopo essere stata fatta oggetto. A diventare mostro. Ora la so la solitudine immensa che si prova. Ora dovrò imparare a convivere con il sibilo biforcuto delle vipere.
Le coefore. Testo greco a fronte
Eschilo
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2025
pagine: 244
Nel 458 a.C. Eschilo ottenne la vittoria degli agoni drammatici delle Grandi Dionisie con l’Orestea, una trilogia costituita da Agamennone, Coefore, Eumenidi, l’unica del teatro greco a noi pervenuta per intero, e incentrata sulla storia degli Atridi, i discendenti di Atreo (il padre di Agamennone e di Menelao). Le tre tragedie presentano i momenti cruciali della successione di delitti che insanguinano la casa di Agamennone ad Argo. Nell’Agamennone il poeta mette in scena l’assassinio del conquistatore di Troia, ucciso a tradimento dalla moglie Clitennestra per vendicare la morte della figlia Ifigenia, sacrificata dieci anni prima dallo stesso Agamenone ad Aulide. La vendetta rimane il nodo cruciale della seconda tragedia, Coefore, perché anche la morte di Agamennone richiede di essere vendicata, e questo compito spetta al figlio Oreste, che riceve da Apollo l’incarico di fare a sua volta giustizia, uccidendo Clitennestra e il suo amante e complice Egisto. Il matricidio è dunque il nucleo problematico di questa tragedia. Nelle Eumenidi Oreste viene perseguitato dai dèmoni della vendetta, le Erinni, che lo inseguono fino ad Atene, dove egli verrà infine assolto dall’Areopago, il tribunale appositamente istituito da Atena per giudicare i delitti di sangue, ponendo così fine alla concatenazione inarrestabile di delitti e vendette che minaccia di annientare la stirpe.
Lu Santo Jullàre Franzesco
Dario Fo
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 144
Nel loro classico e inconfondibile intreccio di teatro, storia e provocazione, Dario Fo e Franca Rame raccontano in questo monologo un san Francesco lontano dalle immagini edulcorate della tradizione. Francesco è un uomo carismatico e multiforme, che ride e che canta. È un santo ribelle, che amava definirsi «jullàre al servizio di Dio», capace non solo di parlare al cuore del popolo con la forza del gesto, della parola, della risata, ma anche di trasmettere l'immagine di un Dio vicino e aperto al dialogo. Attraverso documenti dimenticati e riscoperti, cronache antiche, testi canonici del Trecento e leggende popolari, Fo dipinge un ritratto vivido di un Francesco umano e sovversivo, un poeta del sacro che sfida il potere e sceglie la povertà come forma estrema di libertà. Scritto con la potenza scenica e la tipica leggerezza del premio Nobel,Lu Santo Jullàre Franzesco è un inno al teatro che parla al presente, e che oggi torna in una nuova edizione in occasione dell'ottavo centenario della morte del santo.
L'uomo di mondo
Carlo Goldoni
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 344
Le numerose edizioni settecentesche che s’intersecano l’una con l’altra, la mancanza degli autografi e la vastità dell’impresa di fronte alle cento e più commedie, alle decine di melodrammi giocosi, di drammi per musica e di altri componimenti teatrali, cui si affiancano poesie, prose amplissime di memoria e un cospicuo epistolario, hanno impedito fino ad ora che si affrontasse la questione dell’edizione critica delle opere di Carlo Goldoni. La cultura italiana e internazionale si era rassegnata e accomodata all’ombra della grande, meritoria fatica di Giuseppe Ortolani iniziata nei primi anni del secolo, senza, tuttavia, un chiaro progetto e senza precisi criteri filologici. Alla base di questa edizione nazionale vi è stata una preliminare indagine sulle stampe volute dall’autore dal 1750 agli anni ultimi della sua lunga vita al fine di determinare, opera per opera, i diversi stadi del testo. Da qui la presenza di un ricco apparato di varianti che illustra l’evoluzione della singola opera fino al momento in cui l’autore non impone ad essa una fisionomia definitiva. Consegnati al teatro, i testi, che erano nati per esso, riprenderanno immediatamente il loro cammino nella continua e molteplice dinamica dell’interpretazione che qui viene di volta in volta ricostruita nelle pagine dedicate alla fortuna. Nella stagione di carnevale 1738-1739, presso il teatro San Samuele di Venezia, la compagnia di Giuseppe Imer rappresenta la prima commedia di Carlo Goldoni, Momolo cortesan. È la storia di un giovane mercante interessato al vino, alle risse e alle donne molto più che agli affari, il quale, rimasto senza soldi e quasi truffato, accetta di sposarsi e riordinare la propria vita borghese. Solo la parte del protagonista è scritta; il resto è improvvisato dagli attori. Per questo, nonostante l’immediato successo, la pièce non viene stampata prima del 1757, nell’ultimo tomo dell’edizione fiorentina Paperini, con un nuovo titolo, L’uomo di mondo. Un esame critico della tradizione testuale indaga le ragioni della pubblicazione tardiva e passa in rassegna gli interventi progressivi sul testo; un commento individua i rapporti con il teatro cittadino veneziano dei secoli XVII-XVIII, con la tradizione “bulesca” e con la prima produzione goldoniana.

